Alpi Centrali

Ciao a tutti.

Approfittiamo di questa giornata di maltempo (in realtà un vero nubifragio), per rendervi partecipi della nostra ultima avventura alpinistica.

Un doveroso ringraziamento al nostro amico Luca “Sa” che, dopo essere sopravvissuto ai 6 mesi di esilio in quel di Farnese è ritornato in patria, ed è stato la nostra guida sulle alte vette alpine.

Il giorno successivo al nostro arrivo, approfittando della giornata di bel tempo tentiamo la salita in giornata del Piz Palù (3906 m). Perché tentato??? Perché crampi e mal di testa ci hanno costretto alla resa. A 3600 m abbiamo battuto in ritirata. Di questa giornata ci restano comunque il magnifico ricordo della nostra prima traversata di un ghiacciaio, tra crepacci, ponti di neve e seracchi. Un ambiente davvero stupendo contornato da cime stupende. Questa esperienza ci ha reso consapevoli dei nostri limiti…forse 1100 m di dislivello ad alta quota senza nessuna acclimatazione è stato un inizio un po’ azzardato.

Il giorno seguente con la scusa degli acciacchi e del maltempo abbiamo oziato alle terme di Bormio…credeteci dopo una giornata di montagna è davvero un paradiso!!!

Questa giornata ci ha chiarito le idee!!! Abbandoniamo i ghiacciai, per noi terreno ignoto, per dedicarci alla scalata su roccia granitica. Roccia fantastica tipica di questa zona.

Partenza alle 6:00 direzione Albigna, passate le frontiere svizzere, alle 8:00 prediamo la funivia che ci porta alla base della diga. Davanti a noi appare la grande parete dello Spazzacaldera. Una manciata di minuti di avvicinamento e siamo all’attacco della via. La via che abbiamo ripetuto è la via normale, non impegnativa ma molto estetica e panoramica. Gli ultimi tiri corrono su una cresta affilata ed esposta.

Scesi a valle e ripresa la funivia, ci siamo incontrati con il nostro accompagnatore Luca a Bondo e di li di corsa (altrimenti saltavamo la cena) verso il rifugio Sciora in val Bondasca (altri 600 m di dislivello dopo una via di 300 m). Volevamo provare l’emozione di una via in alta quota. L’impossibilità di fare la via in giornata (dato l’avvicinamento davvero molto lungo) ci ha costretto a pernottare in un bellissimo rifugio svizzero.

L’obiettivo era la salita della cresta ovest della Punta Innominata di Cacciabella, una via bellissima su un granito davvero spaziale. L’esposizione ad ovest, l’ha inizialmente resa glaciale e solo l’arrivo del sole in tarda mattinata ha reso l’arrampicata più piacevole.

Un susseguirsi di placche e fessure con difficoltà moderate (complessivamente IV con un paio di tiri di V+). 350 m di via con uno sviluppo di oltre 400 m per più di 12 tiri. Nessun tiro banale e scontato ma, uno più fantastico dell’altro.

Arrivati in cima panorama mozzafiato sulla val Bondasca e la valle dell’Albigna.

Due giornate arrampicatorie consecutive così impegnative ci hanno veramente messo alla prova.

Fortunatamente la pioggia di oggi ci ha costretto al riposo, mai avevamo tanto desiderato che piovesse!!!

Un saluto da Bormio Lorenzo & Ilenia

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