Balza della Penna – Via Castellani Vampa

La Balza della Penna si trova a circa 50 km da Fano ed è l’imponente parete sud del Monte Montiego (m. 875). Paolo Castellani ed Ennio Tenti hanno ripulito e riattrezzato la prima via, aperta dallo stesso Castellani in compagnia di Vampa quaranta anni fa, sulla grandiosa parete sud della Balza della Penna. La via tracciata, pur non seguendo fedelmente lo storico tracciato, ne percorre la sua linea logica fino alla base del diedro che dà accesso alla grande cengia superiore, dove passa la via normale che porta fino in vetta. Una bella salita alpinistica che per le difficoltà contenute, grazie anche alla generosa chiodatura a Fix, merita sicuramente di essere ripetuta.

Materiale

La via è completamente attrezzata, sono necessari 15 rinvii e cordini per collegare i due fix di sosta  nella parte superiore (segnati con vernice rossa).

Accesso

Dallo svincolo di Acqualagna si esce proseguendo in direzione Piobbico. Dopo circa 8 km, poco prima di una cava, esattamente al km 40,800, si parcheggia l’auto in una piazzola sul lato sinistro della strada, prima di un ponte. In alto a destra, visibile già dalla strada, la bellissima sagoma della Balza della Penna. Poco prima del guardrail, si prende un sentiero che, con ampie svolte, sale nel bosco. Raggiunta una zona con scarsa vegetazione, si sale, su terreno ora più ripido, per evidenti tracce verso la base della parete. L’attacco (Indicato da una targa) si trova una cinquantina di metri a sinistra della via Uscita di Sicurezza, alla sinistra dell’evidente canale sotto la verticale della caratteristica cresta a gobba di cammello visibile già dalla strada. 30 minuti.

La relazione è stata aggiornata sulla base della ripetizione in giugno 2010.

Itinerario

Salire in verticale su parete articolata fino allo spigolo. E rimontarlo fino alla sosta (IV+). Traversare decisamente a sinistra per una decina di metri, poi di nuovo in verticale fino a raggiungere nuovamente il filo dello spigolo dove si trova la sosta (IV). Salire in verticale lungo il filo dello spigolo fino ad un grosso leccio dove si trova la sosta (V). Traversare a sinistra e dopo avere aggirato un pilastrino, proseguire in verticale per placche e rocce articolate fino ad una cengia, seguirla verso sinistra fino alla sosta (III). Proseguire per il diedro (evidente la fila dei chiodi) traversare a destra sotto il tetto e rimontarlo da sinistra per un diedrino  fino ad un grande albero dove si trova la sosta (A1/V). Questo tiro, originariamente aperto in artificiale, in libera presenta difficoltà di 6a+/6b. Proseguire nel diedro e uscire in traverso a sinistra sulla cengia per rocce rotte fino alla sosta su un masso (IV). Proseguire per lungo la cengia per due tiri (II e III). Fino a raggiungere  una paretina verticale con targhetta. A questo punto è possibile uscire sia a destra per un facile canale (III) che a sinistra per un divertente diedro (IV) fino a raggiungere la cresta.

Discesa

Dall’anticima si segue, in direzione nord/ovest, la facile ma esposta cresta (sono presenti fix), a tratti molto affilata, per un centinaio di metri, bolli rossi, fino a raggiungere la cima vera e propria della Balza della Penna. Proseguendo sempre per cresta, ora molto larga, si raggiunge una larga depressione. e si prosegue in cresta, in direzione nord, fino ad uno spiazzo. Scendere a destra verso est, bolli rossi, lungo il pendio boscoso che degrada su un’evidente radura, che si attraversa in direzione est, fino al suo termine. Ora per tracce di sentiero, bolli rossi, si scende, in mezzo al bosco, in direzione dell’attacco della via, cercando di stare lontani dalla parete est per evitare alcuni salti di roccia. Quest’ultima è la discesa consigliabile perché più veloce e non richiede corde doppie. 30 minuti. Il percorso, bollato di rosso, è abbastanza evidente se si osserva e si memorizza dalla cima, prima di iniziare la discesa.

“Scritta da Lorenzo Di Tullio”

+Copia link