Gelagna Alta – Fessura dei Vesuviani

Via interessante con difficoltà omogenee, offre un’arrampicata in placca con un paio di passaggi emozionanti su tetti.

La via percorre la parete sud del Monte Igno (1435 m), e risale una placca compatta a sinistra di un grande diedro fessura.

Materiale  necessario

Tutta la via è attrezzata molto bene a fix, per una ripetizione sono necessari 15 rinvii e qualche cordino per allungare le protezioni.

Relazione aggiornata sulla base della ripetizione di aprile 2011.

Accesso

Giunti al paese di Gelagna Alta (m. 761) frazione di Serravalle in Chienti, una strada sterrata (sentiero dei rocciatori) conduce in direzione sud/ovest la base della parete dove si sviluppano diversi itinerari di arrampicata di più tiri (20 minuti). Nei pressi di un’area di sosta una targa di bronzo ricorda il lavoro svolto dalla Brigata Alpina Taurinense per realizzare questo sito di arrampicata e un cartello in legno indica l’elenco delle vie.

Sulla destra una traccia di sentiero sale nel bosco fino alla base di un primo salto di roccia, sotto la verticale dell’evidentissimo diedro/fessura visibile anche dall’area di sosta, dove sale la via.

Relazione

Il primo tiro sale lungo un evidente pilastrino arrotondato e permette di raggiungere un boschetto pensile alla base del diedro/fessura vero. Raggiunta la sosta (catena alla base di un alberello) si sale nel boschetto per una trentina di metri, fino a raggiungere un terrazzino, alla base del diedro/fessura, dove si trova una sosta. (5C+).

Salire la placca di roccia rossa compatta, nella prima metà della placca si trova una catena, è possibile evitarla e arrivare alla catena successiva che si trova dietro una quinta rocciosa alla prima del tetto che chiude il diedro (5C).

Salire in obliquo a sinistra fino sotto al tetto. Superarlo sulla sinistra e traversare a destra fino a tornare nel diedro. Salire ora in verticale, in bell’arrampicata lungo il diedro fino a raggiungere la sosta (5C).

Proseguire nel diedro fino a superare il piccolo tetto, poi proseguire per belle placche lavorate fin sotto uno strapiombo ben appigliato (manca un fix). Superarlo e raggiungere in breve la sosta dove ha termine la via (6A).

Discesa

Proseguire per facili rocce fino in cresta, poi dirigersi verso un traliccio della linea elettrica fino ad un piccolo valico dove si incontra il sentiero (segnato con bolli di vernice rossa) che porta alla strada si salita.

Tutte le soste sono attrezzate per le calate in doppia, anche se la vegetazione potrebbe causare qualche inconveniente con le corde.

“Scritta da Lorenzo Di Tullio”

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