Monti Sibillini – Monte Bicco – Via Maurizi Perucci

Percorrendo il sentiero che parte dall’ hotel Felycita di Frontignano, e risalendo la val di Bove, sulla sinistra abbiamo le Quinte che sorreggono la Croce di monte Bove (o punta della Croce), segue il monte Bove con le sue cime nord e sud e sulla destra invece notiamo una montagna dalle forme eleganti e con una bella cima rocciosa dalla forma triangolare.

È il monte Bicco.

Dalla cima si protende verso il fondovalle, in direzione nord-est, una bella e lunga cresta rocciosa, intervallata da terrazzi erbosi, dove passa una via che vale assolutamente la pena ripetere e molto consigliabile come una tra le prime scalate in assoluto in montagna.

È la via Maurizi-Perucci, alpinisti molto attivi nei Sibillini, che risale la cresta andando a cercare le difficoltà (per altro tutte evitabili su un lato o dall’ altro della cresta) sulle belle placche che la compongono.

È una via tutta da godere e per niente stressante, visto che l’ arrampicata è piacevole e mai difficile, ci sono dei terrazzi erbosi che rompono la continuità della salita facendo tirare il fiato, la roccia è quasi sempre  buona e tutte le soste della via sono a fix inox nuovi. Difficoltà complessiva (AD). Sviluppo 300m.

Ringrazio Claudio Renga per avermi fornito la relazione della via che ho messo qui rivisitata dopo la ripetizione.

Relazione aggiornata in base alla ripetizione di giugno 2010.

Materiale necessario

Normale dotazione alpinistica (NDA). Cordini, dadi e qualche friend. Tutte le soste sono a fix inox.

Accesso

Dall’hotel Felycita di Frontignano si risale la val di Bove per comodo sentiero, si supera la fonte di val di Bove e si giunge alla base. 1:30h.

Descrizione

Si attacca sul lato sinistro dello spigolo (salendo), su delle placchette che ci conducono in pochi metri ad un camino sulla nostra sinistra che si percorre fino alla prima sosta (III). Ripartiamo dalla sosta affrontando il passaggio forse più difficile della via (III+). Si traversa in obliquo verso sinistra e contemporaneamente verso l’ alto, sfruttando una fessura che ci porta in tre o quattro metri al di sopra del passaggio, dove una bella cengia erbosa ci conduce alla sosta successiva.

Continuiamo affrontando le belle placche di roccia compatta che compongono la cresta, seguendo il nostro intuito per scegliere gli appigli migliori e comunque facendo affidamento ai chiodi presenti sulla roccia che ci danno la direzione da seguire.

Si passa sotto un masso e si va ad affrontare alcune placche interrotte da terrazze erbose fino a giungere ad un terrazzino affacciato sul canale nord del Bicco (interessante e facile salita invernale), caratterizzato da un prominente spuntone roccioso.

Dallo spuntone si scala una bella placca rocciosa ricca di appigli dapprima in verticale e poi verso destra (III) e poi, dopo aver sostato affronteremo una bellissima placca di roccia giallastra che si supera un po’ in diagonale verso destra (III). A questo punto le difficoltà della via finiscono e non ci resta che risalire il crinale verso sinistra puntando alla vetta.

Discesa

Per la discesa possiamo scegliere tra due alternative.

La prima, leggermente più corta ma un po’ noiosa, ci permette di scendere andando a sinistra rispetto alla direzione di arrivo in vetta, raggiungere per la cresta sud-est la sella che spara il Bicco dal Bove sud per poi piegare nettamente a destra puntando agli impianti che costeggeremo sul lato destro infilandoci in un canale che, attraverso un bosco, ci riporta a Frontignano.

La seconda, un po’ più faticosa ma ben più interessante, ci permette di percorrere in discesa la lunga cresta che si diparte sulla destra rispetto all’ arrivo in vetta, lasciandola in corrispondenza di una macchia di bosco più o meno all’ altezza dei ruderi della val di Bove, per la quale si torna a Frontignano.

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