Monti Sibillini -Pizzo del Diavolo parete E – Via Florio Calibani

Bellissima via, che attraversa il versante est del Pizzo del Diavolo all’ incirca a metà, sfruttando, come era solito all’ epoca, dei punti deboli di quella porzione di parete, come, ad esempio, il canale iniziale di un centinaio di metri, il bellissimo spigolo dell’ ultima parte della via, e il camino, tratto chiave della salita.

Ci sono inoltre degli spunti d’ arrampicata coraggiosi per quel periodo, come le belle placche in aperta parete al di sotto del camino.

Questa via è un capolavoro del 1960 di due dei migliori alpinisti marchigiani, M. Florio e M. Calibani appunto, protagonisti, insieme a pochi altri, delle numerose prime scalate delle pareti dei Sibillini e dell’ Appennino centrale in generale.

Una cordata ben preparata per questo tipo di scalate, dove ricordiamo che la roccia richiede attenzione e l’ attrezzatura della via è scarsa (una decina di chiodi in tutta la via comprese le soste), impiegherà circa 5 ore per compierla in sicurezza. D’ altra parte la via è piuttosto lunga, circa 400 mt, e risulterà utile proteggersi sia lungo i tiri che alle soste.

Difficoltà complessiva D con passaggi di V, sviluppo 400m.

Ringrazio Claudio Renga per avermi fornito la relazione della via che ho messo qui rivisitata dopo la ripetizione.

Materiale

Si consiglia quindi di portare una serie completa di dadi, qualche friend assortito, e numerosi cordini e fettucce che serviranno ad allungare i rinvii e ad unire i punti di sosta. Chiodi e martello necessari per le soste.

Avvicinamento

Da forca di Presta si raggiunge il rifugio Zilioli, prima per prati e poi per sentiero si scende ai laghi di Pilato. La via passa nel mezzo della parete che si ha di fronte: la parete est del Pizzo del Diavolo.

Attacco

La via parte dal margine sinistro del “fiasco”, caratteristico rigonfiamento del versante est, di svariate decine di metri d’ altezza situato non molto a sinistra del camino meridionale.

La relazione è stata scritta in seguito alla ripetizone di agosto 2010.

Itinerario

Si inizia nell’ evidente canale che si segue per un tiro di corda fino ad un masso incastrato dove si sosta su ch. e cl. (55 m III).

In alto a sinistra si notano tre camini: nel primo da destra passa la nostra via, mentre in quello più a sinistra  passa la via centrale.

Dal canale, allora, obliquando a sinistra verso l’ alto, ci sposteremo sulle placche, che, in una cinquantina di metri di arrampicata molto bella, ci porteranno alla base del camino (IV). Attenzione più a sinistra in dei diedri vicini passa anche la via centrale, attenzione a non deviare troppo a sinistra.

Si attacca il camino, che sul suo lato sinistro offre dei buoni appigli, e si esce sulla sinistra quando questo si restringe, pervenendo su una zona un po’ più coricata. La difficoltà del camino è un po’ più sostenuta rispetto alla parte già percorsa, stiamo sul V, ma l’ arrampicata è eccezionale!

Variante: è possibile evitare il camino di V passando per il camino a sinistra della via centrale.

Usciti dal camino, bisogna andare a prendere la parte destra della parete che ci troviamo di fronte, solcata da alcune fessure, risalirle, superare in spaccata o per il lato sinistro una paretina con un grosso macigno sporgente (passaggio faticoso ma molto breve), e fare sosta su un comodo terrazzo con un caratteristico ed evidente buco in basso a destra. Le difficoltà qui sono intorno al III, con un passaggio di IV+ sulla paretina con macigno.

Dal terrazzo si traversa a destra, oltrepassando uno spigolo ben marcato, per risalire i al di là dello spigolo (III). La sosta è da cercare in basso su alcune fessure erbose.

L’ ultima parte della via supera lo spigolo che si vede in alto sulla nostra destra. Si tiene la destra, puntando alla base dello spigolo che si raggiunge vincendo qualche metro di parete non proprio banale ma divertente (III+).

I tiri che seguono sono fantastici! Una volta sullo spigolo lo si segue fedelmente con bella arrampicata, su difficoltà piacevoli e con una certa esposizione (mai spaventosa!).

Si giunge quindi nella parte alta del Pizzo del Diavolo, coricata ma con roccia rotta, ormai fuori dalle difficoltà.

Con un centinaio di metri di “arrancata”, intuendo passo dopo passo, quali siano i passaggi migliori, si giunge in vetta.

Discesa

Dalla cima del Pizzo del Diavolo si percorre la cresta del Redentore fino al rifugio Zilioli e di li per comodo sentiero si scende fino a forca di Presta.

“Scritta da Lorenzo Di Tullio”

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