Monti Sibillini – Scoglio dell’Aquila – Via Florio Capponi

Lo Scoglio dell’ Aquila è quel “sassone” di notevoli dimensioni inserito, quasi “conficcato”, sullo splendido versante del Vettore che da’ sui piani di Castelluccio. Dal punto di vista paesaggistico, attrae lo sguardo dell’ osservatore, rompendo in maniera brusca ed imponente la linearità del pendio della montagna.

Dal punto di vista alpinistico offre diverse possibilità di salita, tra le quali una via storica molto interessante. La via, probabilmente della cordata Florio-Capponi, percorre lo spigolo sud-est, cioè il netto spigolo di destra guardando la parete. La vià è piacevole, a discapito dell’avvicinamento un pò lungo presenta una bella arrampicata su roccia ottima. Difficoltà complessiva (D-) con passaggi di V. Ringrazio Claudio Renga per avermi fornito la relazione della via che ho messo qui rivisitata dopo la ripetizione.

Materiale

Normale dotazione da alpinismo (NDA). Soste e chiodi in parete.

Avvicinamento

Lo Scoglio si raggiunge in maniera piuttosto intuitiva dal sentiero che sale al Vettore da forca di Presta, lasciando il sentiero principale più o meno all’ altezza della selletta che separa il Vettoretto dal Vettore, traversando a lungo per ghiaie ed erba  (1:30-2:00 h)

Attacco

La parete è caratterizzata in basso a destra (avendola di fronte), da tre lame staccate. Appena di fianco alla lama più bassa (quella di destra), troviamo una sosta, costruita con un chiodo ed uno spit. Questa è la partenza della nostra via.

Relazione scritta dopo ripetizione della via in agosto 2009.

Relazione

Si sale dritti sopra la sosta, prendendo come riferimento una placchetta liscia a circa una trentina di metri da terra, dove si scorge un vecchio chiodo. Con passaggi di IV si raggiunge questa placchetta, che si vince appoggiando i piedi su un pilastrino e allungandosi a prendere un buon appiglio in alto a sinistra (questo passaggio è intorno al V). Si prosegue all’ interno di un diedro-canale erboso e si perviene alla sosta (due spit), posta appena sotto un grande sasso staccato dalla parete principale.

Il secondo tiro percorre dapprima il caminetto formato dal sasso di cui sopra, per poi spostarsi un paio di metri sulla sinistra, a risalire le placche verticali che ci troviamo davanti. Attenzione!! sulla destra sul filo dello spigolo si vede uno spit, è di un’altra via, il tiro va dritto in verticale sulla placca. Questo tiro è molto bello e su roccia ottima! Le difficoltà sono intorno al V. Si sosta dopo una trentina di metri, trascurando una prima sosta che si incontra poco dopo la partenza.

Si continua affrontando un’ altra placca liscia, che si supera agevolmente, nonostante le apparenze. Si continua più o meno dritti in maniera intuitiva, incontrando una sosta fatta con un chiodo ed un sasso incastrato (trascurarla), fino a scorgere, sulla sinistra rispetto a questa sosta, una rampa ascendente di ottima roccia, dove troviamo una bella sosta spittata.Anche questo tiro è molto bello e le difficoltà non superano il IV grado.

Dalla sosta si continua dritti e con passaggi di III si raggiunge, dopo una quarantina di metri, un terrazzo erboso dominato da una parete aggettante, dove è posta la sosta di questo tiro.

Da qui, guardando sulla sinistra, non possiamo non notare una magnifica crestina che, con passaggi che non vanno al di là del III grado, ci porta fuori dalle difficoltà in una cinquantina di metri.

Discesa

Dalla cima dello scoglio dell’Aquila si raggiunge la cresta del Redentore e da li si scende agevolmente a piedi per sentiero pasando dal rifugio Zilioli e poi di li fino a forca di Presta (1:30 h).

“Scritta da Lorenzo Di Tullio”

+Copia link